02 Maggio 2023

Come affrontare la crisi della comunicazione nel contesto del lavoro ibrido

Communication

Siamo lieti di aver partecipato all’evento HR Innovation Forum con il seminario “La Comunicazione Globale in un Mondo Senza Barriere” . Il seminario è stato condotto dall’Head of Product di Learnlight, Natalia Jaszczuk  e si è concentrato sulla necessità di comunicare efficacemente in un mondo sempre più globalizzato.

Durante il seminario, Natalia ha affrontato le sfide della comunicazione globale e ha fornito consigli utili per superare le barriere linguistiche e culturali che possono ostacolare la comunicazione efficace. La presentazione è stata fatta in inglese e per chiunque desideri rivederla, è possibile farlo attraverso questo link.

Per iniziare, Natalia ha voluto far riflettere su che cosa sia la comunicazione senza barriere nel mondo globale di oggi, iniziando il seminario con un aneddoto accaduto qualche tempo fa.

Durante una riunione di lavoro, Natalia ha utilizzato l’espressione “It’s a no brainer” che in inglese significa “è facile da fare o capire”, con l’intenzione di comunicare “è fatta, funzionerà”. La sua collega invece, ha interpretato l’espressione utilizzata come “questa è l’unica soluzione e non se ne parla più”.   Se non fosse per l’ottimo rapporto tra colleghi e per il fatto di avere una cultura aziendale che promuove l’impegno dei propri dipendenti ad assicurarsi che i messaggi siano chiari e senza equivoci, ci sarebbe stato un malinteso che avrebbe incrinato il rapporto professionale. Per fortuna questo non è accaduto, ma è stato un chiaro esempio del rischio che si corre quando le competenze comunicative vengono a mancare in un contesto lavorativo internazionale.

L’origine della crisi della comunicazione aziendale.

In un mondo sempre più globale, le aziende sono costrette ad adattarsi al lavoro ibrido con dipendenti di culture e lingue diverse. Purtroppo, questa situazione sta portando ad un aumento delle incomprensioni comunicative, creando una sfida per i responsabili delle risorse umane.

Il mondo post Covid ha portato a profondi cambiamenti, dandoci una sensazione di libertà senza precedenti: possiamo lavorare ovunque e collaborare con chiunque nel mondo. Tuttavia, ci sono ancora delle sfide da affrontare, soprattutto per le aziende che devono cercare di trattenere e attrarre personale altamente qualificato, e per le persone in generale che devono adattarsi a questo nuovo modo di lavorare e vivere.Queste sfide sorgono dalle sfaccettature del mondo odierno che è stato definito inizialmente un mondo ‘VUCA’ (dall’inglese ‘volatile’, ‘uncertain’, ‘complex’, and ‘ambivalent’) ovvero un mondo volatile, incerto, complesso e ambivalente e più recentemente un mondo ‘BANI’ (dall’inglese ‘brittle’, ‘anxious’, ‘nonlinear’ and ‘incomprehensible’ ) ovvero un mondo fragile, ansioso, non- lineare e un mondo in cui è spesso difficile capire come muoversi.

Il “new-normal” ha portato nuove sfide, tra cui stress e paura per le incertezze sempre crescenti a livello globale dopo la pandemia. Infine, i sistemi di lavoro tradizionali creano ulteriori barriere per il lavoro ibrido in un contesto multiculturale, con strategie e competenze che potrebbero non essere adatte. Tutto ciò rende il mantenimento e l’attrazione di dipendenti qualificati una sfida per le aziende.

Gli ostacoli più impegnativi per il Talent Management

Secondo la ricerca dell’Aston Business School della Università di Birmingham, su come le competenze linguistiche possano facilitare l’internazionalizzazione delle PMI nel Regno Unito, è emerso che le aziende che comunicano nella lingua madre del cliente hanno il 30% di successo in più rispetto a quelle che non lo fanno.

“I risultati rivelano che le PMI possono aumentare significativamente le loro esportazioni, la crescita aziendale e i profitti investendo in competenze linguistiche, ovvero assumendo persone con competenze linguistiche e un’elevata intelligenza culturale, fornendo formazione linguistica al personale esistente e, investendo in servizi di traduzione professionale utilizzando sofisticate tecnologie linguistiche”. Source LO-C 30 Report by Aston University

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati ISTAT nel Rapporto Sulle Imprese 2021, (pg 44), tra le competenze trasversali ritenute importanti c’è la “capacità di comunicare efficacemente” che spicca tra le imprese attive nella Finanza, mentre quella di “elaborare idee e soluzioni innovative e originali” si rileva nei Servizi ICT in misura maggiore (29,4%) rispetto al complesso delle imprese (13,1%).

Nello stesso report, la ricerca ISTAT conferma che “la formazione del personale per le imprese è un fattore importante di accrescimento della propria capacità competitiva, mentre ai lavoratori offre un’opportunità di sviluppare le competenze e opportunità personali”.

In questo scenario altre ricerche rivelano che le difficoltà più importanti da affrontare per i responsabili delle risorse umane sono:

  • Trattenere e valorizzare i migliori dipendenti in azienda
  • Gestire il lavoro ibrido in un mondo globale
  • Sviluppare competenze relazionali

Trattenere e valorizzare i migliori dipendenti in azienda 

Secondo il World Economic Forum, oltre un quinto della popolazione mondiale ha cambiato lavoro lo scorso anno! Questo rappresenta una grossa perdita di capitale umano nelle aziende, nonché un sovraccarico per i dipendenti rimanenti. Inoltre, il fenomeno del “quiet quitting”, ovvero lavorare facendo lo stretto indispensabile, è diventato molto più ricorrente.

Gestire il lavoro ibrido in un mondo globale

Nonostante molte persone ad oggi lavorino virtualmente, la maggioranza di noi non è ancora esperta nel lavoro da remoto. Da una parte la preferenza dei dipendenti è quella di non tornare al lavoro full-time in ufficio; dall’altra, chi lavora online cerca di farlo nello stesso modo di quando era in presenza e, questo causa una certa inefficienza che influisce negativamente sulle relazioni lavorative e sulla produttività aziendale.

Inoltre le differenze culturali all’interno delle aziende sono ancora difficili da comprendere e le sfide quotidiane si rivelano un ostacolo ancora più importante da superare, attraverso lo schermo di un computer in un ambiente di lavoro ibrido.

Sviluppare competenze relazionali

Le competenze relazionali sono le abilità che riguardano il modo in cui comunichiamo e ci relazioniamo con gli altri sia attraverso la comunicazione verbale che quella non verbale.

L’ISTAT segnala che in alcuni settori in Italia c’è un’alta richiesta delle competenze relazionali che arrivano a rappresentare il 60% dei corsi offerti dalle imprese. Questo dato è un forte indicatore della rilevanza delle competenze relazionali nel mondo aziendale e, dell’elevato interesse da parte delle persone di acquisire queste competenze. Ci teniamo a sottolineare che le competenze relazionali comprendono le capacità comunicative e le competenze linguistiche, con l’inglese richiesto al primo posto come lingua franca.

Vi sono anche ricerche internazionali come quella di Linkedin Learning, ‘Skill Building in the New World of Work’ che rivelano una panoramica simile a livello mondiale e, che indicano che la necessità dello sviluppo delle abilità interpersonali di base e delle abilità comunicative sia aumentata, a causa della crescita del lavoro ibrido.

Come trasformare gli ostacoli in opportunità?

Le aziende di maggior successo sono quelle che hanno trasformato le sfide in opportunità. Queste aziende hanno migliorato il modo di comunicare con i loro dipendenti, introducendo competenze relazionali nel loro modus operandi,  contribuendo considerevolmente alla ritenzione dei dipendenti e all’attrazione di nuovi talenti da altre parti del mondo.

Saper creare una cultura dell’apprendimento si è rivelato la chiave del loro successo. Hanno investito nella formazione e hanno offerto ai loro dipendenti la possibilità di sviluppare nuove competenze, migliorando in questo modo la produttività e favorendo l’innovazione aziendale.

4 pilastri di una buona strategia di talent management

Durante il seminario, Natalia ha fortemente consigliato di considerare attentamente i seguenti pilastri per trasformare gli ostacoli comunicativi in opportunità, per favorire la ritenzione e acquisizione di nuovo capitale umano:

1 – Umanizzare l’esperienza lavorativa dei dipendenti

Umanizzare l’esperienza lavorativa dei dipendenti significa semplicemente capire le loro necessità, in modo tale da dare loro la flessibilità di cui hanno bisogno per rimanere in azienda e sentirsi coinvolti. Per riuscirci è importante comunicare con empatia, chiarezza e infondere una cultura verso la formazione continua attraverso incentivi. Il risultato di questo approccio è l’incremento di probabilità di ritenzione del capitale umano in azienda.

2 – Portare Reskilling e Upskilling in primo piano

Secondo la ricerca di PwC “Hopes and Fears 2021”, il 77% dei 12.000 dipendenti intervistati si è dimostrato non solo aperto ad aggiornarsi e riqualificarsi, ma anche desideroso di farlo per assumere nuovi ruoli aziendali. Questo è senz’altro un’ottima notizia per i responsabili HR.

Prima di iniziare il reskilling, Natalia ha vivamente ricordato ai partecipanti che per riqualificare i dipendenti è fondamentale partire da un allineamento tra gli obiettivi aziendali e quelli del dipendente, e identificare le competenze mancanti per costruire un progetto di sviluppo professionale ad hoc. Solo in questo modo le probabilità di ritenzione dei talenti possono aumentare notevolmente.

3 – Potenziare la comunicazione per un mondo globale

Tra le competenze comunicative necessarie per lavorare internazionalmente, la padronanza dell’inglese rimane di rilevata importanza. In un mondo ibrido, oltre all’inglese come formazione continua, è fondamentale focalizzarsi sulle modalità di comunicazionein un ambiente di lavoro internazionale, sia per il dipendente che per l’azienda. Potenziare la forza lavoro con una mentalità globale attraverso una formazione linguistica, interculturale e interpersonale è cruciale nel mondo ibrido di oggi.

4 – Misurare i risultati

In ogni strategia è importante misurare i risultati ed avere un piano per misurare l’impatto della strategia di apprendimento e sviluppo prima di iniziare con i cambiamenti. Ovviamente la strategia di apprendimento e sviluppo deve essere allineata agli obiettivi aziendali e, quando questo accade, c’è il 50% in più di probabilità di vedere un impatto positivo nel comportamento del personale.

Natalia ha concluso sottolineando l’importanza di questi quattro punti per il successo e la sostenibilità delle iniziative di trasformazione per garantire un ambiente di lavoro inclusivo e accogliente per tutti i dipendenti, indipendentemente dalle loro abilità linguistiche o di comunicazione.

Learnlight: la soluzione per comunicare con successo in un mondo globale

In conclusione, abbiamo visto che in un mondo in costante cambiamento, le aziende devono fare i conti con le sfide senza precedenti del lavoro ibrido globale. Tuttavia, la chiave del successo si trova nello sviluppo di competenze linguistiche, comunicative, relazionali e interculturali. Ed è qui che entra in gioco Learnlight, con una piattaforma che offre supporto alle aziende nella cura di queste capacità. Grazie alla tecnologia pluripremiata, integrata con l’insegnamento di tutor di eccellenza, Learnlight fornisce soluzioni personalizzate per le aziende in qualsiasi fase della loro trasformazione digitale.

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